Passi scelti e commentati 
giovedė, 30 novembre 2006, 09:00

Dora Pokrovac

I have to start this by saying i find it peculiarly difficult to chose a topic I would like to discuss on the exam because of the comprehensive, ample manner in which you perform your lecture. In short words - I am intrigued by most of the topics discussed. But I still can't help to run back to the ones that have always fascinated me and that I'm also quite familiar with. That would be photography and the thereof most marvel child - motion picture or, in the more European term, cinematography. I find that those two, how I like to call them "old-new media" have made a significant impact on the contemporary art and expression (not only the visual forms) and are often neglected or not credited enough when art is debated.
Fortunately this was not the case in Your lectures, so I am more than willing to discuss anything that is the field of those media, like the movies "Metropolis" and "Blade Runner" that were discussed in the context of how city and the artificial that it represents influenced the avantgarde. Especially I would like to discuss Kubrick's "A Space Odyssey" and I will take this occasion to contribute something in the form of a critical analysis of this masterpiece I originally wrote as my thesis for the course of history of cinematography.

I would also like to contribute some more by sharing the work of one of my favorite, present-time photographers Rupert Truman. He created artwork for many musical artists such as Muse, Audioslave, The Mars Volta etc.
I decided to represent him at this point by two of his photographs done for the cover of Mars Volta's "Francis the Mute" album which I find peculiarly interesting because of the "hidden influence" by Magritte's "Lovers" and De Chriico's "The Seer" that probably came to be because of Truman's aim to represent something fairly metaphysical (adequately to Mars Volta's music).
For those curious about the rest of his work the official site is www.rupert-truman.com

And last (but not least :) a work of my own entitled "Express Myself" which I am willing to discuss at the exam.


Rupert Truman 1

Rupert Truman 2

Express myself



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Erika Rossi

La denuncia attuata dai fratelli Chapman con l'opera raffigurante bambini deformi analizzata in classe lascia, a mio avviso, sbigottiti!!Almeno questo č il sentimento che ho provato personalmente nel vederla..Ad un primo sguardo ho pravato un tremendo disagio, ribrezzo, facendo quasi fatica a guardare questa scultura spaventosa. Ma č proprio questa serie di emozioni che la rendono cosė potente, le medesime emozioni che forse hanno ispirato gli stessi Chapman: disagio, shock, sgomento e vergogna nel vedere come la figura del bambino č manipolata spregevolmente e deformata dagli abusi che subisce ormai, purtroppo, quotidianamente. La pedofilia, lo sfruttamento, il bambino come merce di scambio sono solo una piccola parte dei crimini orribili che i Chapman traspongono su quest'opera mostruosamente deforme. L'unica sensazione che vi si puō provare innanzi č un fastidio raccapricciante dato inizialmente dal punto di vista formale dell'opera stessa che poi, perō, trascende nel suo significato. E' possibile dire qui che significato e significante corrispondono perfettamente? Secondo me č proprio cosė. E' un'opera scomoda difficile e faticosa da guardare..Perchč? Se si denunciano verbalmente crimini di questo genere perchč č cosė complicato accettare opere che traducono gli stessi crimini in forma visiva?Si devono accettare..Eppure un incessante fastidio continua a pervadermi. Credo che, forse, sia ora che mi rassegni al significato che questi bambini dai nasi fallici vogliono comunicarmi e che accetti la risposta che essi mi offrono all'interrogativo che ho posto loro, senza pių tentare di voler vedere ad occhi chiusi...



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Elisa Bonfadini

Secondo il mio personale punto di vista, anche quest'anno il corso č stato particolarmente coinvolgente, come del resto lo era giā stato due anni fa....ma se proprio devo scegliere un momento in particolare che mi ha maggiormente coinvolta, allora penso alla lezione 5 del 9/11/06.
Una lezione straordinaria, che verso la sua fine ci ha regalato la visione del fil di Vincent Wad "What dreams may come"
Concordo con il parere del Professore nel ritenerlo un film un po troppo spirituale, forse a causa della storia che ne sta alla base, ma al tempo stesso mi ha portata a pensare ad una sorta di collegamento esterno con l'atre intesa in senso generale.
Il film č un collegamento continuo tra Turner e gli Impressionisti, e seppur in forma ridotta, secondo me č paragonabile alla famosa "sottile linea rossa" che collega tutta la storia dell'arte.
Una sorta di arte dentro l'arte, dove essa stessa si riproduce al suo interno in forme pių contenute e pių piccole, ma che tutte insieme creano l'ARTE, cosė come il film di Vincent Wad, da un dipinto all'altro riesce a ricreare paesaggi reali e continui, dando la sensazione che nulla sia isolato dal resto ma che tutto crea.



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